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Io sono Ego Io non mi lego

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X     Ammetto: io Xena, il soggetto cosciente, con l’indirizzo e il numero civico in regola, con la misura delle scarpe immutabile, con il colore variabile, con il preciso dolore sul costato sinistro individuabile ma invisibile.

X      Ammetto: Io Xena sono un aborto non trascurabile, un’annichilita, avvilita, disprezzata, derelitta e abbandonata, un’annientata nel centro del niente, spogliata di me stessa e  da tutto, sprofondata nell’abisso del mio niente, staccata dal creato e da me stessa, voglio negazione della volontà, la volontà risoluta di non voler sapere più di volontà propria.

X    Ammetto: Io, Xena, sono un aborto folle, una jurodivyja  non molle, una che non molla la matrice maestosa in un punto fisso mostrata.

Xxena1
The Last Angel

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I admit: I find it hard to recognize myself within my somatic features, within my psychic structure, in my day-to-day existence. I am a solid body immersed in the universal liquidity, perceived as non-essential, globalized, like a corrupted product that almost embraces the totality of earthly civilization. This liquidity, the product of economic laws that regulate human life, incarnates the forces that model, transform my body.

This invisible dynamics, outside of the jokes of the chiaro and the scuro, is the torturous terror that transfigures me. The blind force, where the dichotomy between the soul and the body does not exist, the nearly extrahuman pressure on my psycho-physical totality, acts, accelerating my transfiguration, my regression into the embryonic stage, somatically crude, uglified.

I am uglified, coiled around a lower stage of my being, immersed in the assonant liquid that surrounds the world, in a permanent emergency of a universal, irreversible black-out. My chtonic position, hidden under innumerable circumstantial layers –  is it maturing into a metamorphosis or into a vendetta rich of myths, morphologically pulverizable, tremendously destructable?

X come XENA. XENA come straniera. Straniera a me stessa, esiliata dalla parte diurna del mio essere. Le mie performances sono delle esplosioni, passioni della notte dove il negativo, l’ eccesso, mi portano al di la dei limiti della mia esistenza temporale. L’ essenza del mio agire non e soltanto nel mio trasformarsi ma di più nelle trasformazioni dell’ energia altrui. Essa e il mio cibo cannibalesco, il mio sangue vampiresco, la mia saliva camaleontesca. Altri, il pubblico, sono IO elevato alla potenza. Sono un animale in caccia perenne, mai la preda tenera.

 

 

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